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Fra un tartufo di pizzo e una visita a Tropea siamo incappati in questo paesino dell’entroterra calabrese del quale non mi ricordo neanche più come eravamo venuti a conoscenza.

Fatto sta che guidate da Aligi siamo arrivate (dopo esserci persi un paio di volte) a Favelloni-Piemonte, città dei murales arroccata sul monte Poro.

Primo accorgimento, venedo da Lamezia, l’indicazione per Favelloni è cancellata per cui a meno che non riusciate a vederla si può anche seguire l’indicazione per Cessaniti, di cui Favelloni è frazione.

Favelloni- Piemonte è così chiamata perchè dopo l’ennesimo terremoto che la rase al suolo, venne ricostruito da un comitato piemontese “l’opera pia” e inaugurato nel 1907. persino le strade portano i nomi delle città del piemonte da cui provenivano i volontari e le maestranze che lo hanno ricostruito.

Oggi è conosciuto e visitato per i murales che adornano quasi tutte le vie e che sono frutto di un progetto iniziato nel 1985 da un imprenditore locale.

Fermatevi poi a bere un aperitivo, a chiacchierare con qualche abitante del luogo e a immaginare una vita che sembra uscire da un altro tempo.

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