Ed eccoci rientrate in Europa…

…come promesso alla mia compagna di viaggio Franci eccomi qui a scrivere le mie considerazioni finali.

La principale aspettativa del mio viaggio son riuscita a compierla; ero partita alla ricerca di un pò di serenità e son tornata credendo di averla riconquistata, adesso speriamo di riuscire a mantenerla.

Altre aspettative? Beh, alcune si son compiute, altre no ed altre son venute fuori a sorpresa.

Vi confesso che mi son sentita felice lontana dalla città, dalle sue abitudini, dai suoi abitanti e dai suoi pregiudizi, che a volte imprigionano il mio spirito.

Durante questi due mesi e mezzo ho scoperto che ore ed orari non sempre hanno tanta importanza e che è anche piacevole sedersi sulle lancette dell’orologio, come se fossero una poltrona, senza obblighi per i pasti (che comunque non ci son mancati, anzi), nè per svegliarsi la mattina sempre allo stesso orario.

Il concetto del tempo, gli aspetti ed i modi del verbo ‘vivere’ si sono quasi eclissati, per esistere solo al presente ed essere padroni assoluti delle proprie giornate alla ricerca della sorpresa del giorno.

Di sorprese ne abbiamo avute tante e di tutte conserverò e conserveremo un bel ricordo.

I nostri angeli custodi (Bubu, Pisu, Nine, Crosticina, Pisellina e Pigiamino), i nostri numeri preferiti (non ve li possiamo svelare perchè sono pronti per essere giocati), i cambi programma (e se andassimo lì, sfidando i consigli della Lonely Planet?), i nostri viaggi in autobus sui sedili di ferro, tutta vita e ‘briciole’ di tempo in un luogo che si chiama mondo, nel quale si riesce a vedere soltanto la millesima parte delle cose che ci sono.

Ci siamo ripromesse di ripartire alla ricerca di altre sorprese…vi faremo sapere…

L’Asia? Beh, come detto nei precedenti capitoli, ci è piaciuta ma non ci ha stregato. Di tutti i paesi visitati, solo la Birmania ci ha fatto vedere l’Asia che forse cercavamo e quindi l’umanità della gente.

Continueremo a viaggiare per continuare a raccontare….

Elena

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