Dopo dodici lunghissime ore di volo, arriviamo finalmente a Bangkok.
Il caldo del titolo ci investe come una mazzata, visto che a Milano la temperatura era tutto meno che primaverile.
Ma insomma… non e’ neanche insopportabile, visti i nostri geni che ci permettono di sopportare temperature ben piu’ alte di questa.

La stanchezza non ci permette che una veloce cena e un sonnelino ristoratore.
L’ostello e’ molto carino, pulito e sembra un’oasi di (quasi) pace rispetto al casino che impera per le strade.
La strada e’ per me l’elemento chiave di questa citta’. In strada si fa tutto: si mangia, si beve, si dorme, si vende (o ci si vende… quanti marpionazzi in cerca in sesso…), si parla, si suda.
Insomma si vive in strada, sempre e a qualsiasi ora, anche quando il caldo imporrebbe un riposino con ventilatore.
E questa vita di strada, che sembra retaggio di altri tempi, si scontra con l’estrema modernita’ di Bangkok.
Con i grattacieli e con i lavoratori incontrati sullo skytrain (tutti fan della moda occidentale e della tecnologia).
Bellissimi i templi (soprattutto quando siamo riuscite ad intrufolarci, una volta chiusi grazie ad Ari) ed insopportabili i conducenti di Tuk Tuk (anche se in fondo devono pur magna’).
E magnare abbiamo magnato pure noi.. anche in compagnia di scarafaggi e topolini.. ma insomma.. ci si deve adeguare alla vita locale o no?
Vince su tutto il Pad Thai mangiato da un’affamatissima Arianna in un mercato.
Elena ed io abbiamo fatte quelle che non avevano fame (ma era vero ..) e ci siamo date alla frutta.

Oggi si parte per Phnom Penn e poi andremo verso Angkor.
Il resto del viaggio ancora da definire.. ma insomma… in fondo ‘e questo il bello.

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